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Mondi 3

 

PROGETTO WORK EXPERIENCE A FAVORE DI DISABILI VISIVI E UDITIVI

ooookIl progetto era finalizzato alla realizzazione di percorsi di integrazione e reinserimento nel mondo del lavoro dei soggetti in condizione di svantaggio occupazionale e di marginalità sociale, attraverso la realizzazione di azioni di work-experience a carattere regionale per disabili uditivi, che miravano a rafforzare la cultura delle pari opportunità per prevenire e combattere ogni forma di discriminazione nella società e nei posti di lavoro.

La ricerca del lavoro risulta essere il primo fattore di spinta per l’inclusione sociale delle persone con problematiche psico-fisiche, per questo motivo sono stati importanti le azioni tese a rimuovere le discriminazioni nell’accesso occupazionale, promuovendo opportunità di formazione e di acquisizione di competenze che consentano a tutti di partecipare a questo mercato del lavoro sempre più caratterizzato dalla crescita di un’economia fondata sul possesso di competenze e conoscenze, contrastando così i rischi di esclusione e favorendo opportunità di inserimento stabile nel lavoro e nella vita sociale.

Tali azioni prevedevano per i soggetti con disabilità uditive un corso di formazione ed un tirocinio pratico, per l’acquisizione della qualifica di addetto alle funzioni aziendali e di segreteria.

Nello specifico, il percorso di work – experience ha avuto luogo in due fasi eseguite separatamente: una prima fase consistente nell’apprendimento teorico e pratico in aula realizzata da insegnanti qualificati, la seconda fase in un tirocinio presso i soggetti ospitanti. Le due azioni prevedevano per il tirocinante, fin dall’inizio e per la durata di 12 mesi, un impegno giornaliero di 5 ore dal lunedì al venerdì (25 ore settimanali) nella prima fase presso il soggetto attuatore/formatore con corsi in aula per complessive 400 ore di formazione e successivamente sotto forma di tirocinio (stage) con un impegno di 5 ore giornaliere dal lunedì al venerdì per complessive 800.

La formazione

Le lezioni si sono tenute in aule ampie e luminose dotate delle tecnologie didattiche più moderne, computer connessi in rete locale con accesso a Internet distribuito su ogni stazione, video proiettore in modo che l’allievo potesse seguire facilmente le lezioni su schermo.

La proposta formativa ha avuto come obiettivo lo sviluppo delle varie competenze di un gruppo di persone non udenti al fine di potenziare le loro conoscenze generali e pratiche per migliorare la loro autonomia e il loro inserimento socio-lavorativo.

La co-presenza in aula di docenti esperti nei vari insegnamenti e di un esperto LIS (Lingua Italiana dei Segni) ha consentito la sperimentazione di metodi di insegnamento innovativi e particolarmente adatti agli allievi sordi.

Il tirocinio lavorativo è stato svolto presso aziende, enti pubblici e privati, studi professionali e organismi del terzo settore.

La finalità consisteva nel preparare i soggetti destinatari a svolgere la professione di addetto alle funzioni aziendali e di segreteria, favorendo e fornendo le giuste conoscenze, i mezzi e le metodologie.

L’idea progettuale, quindi, consisteva nel fornire ai soggetti con disabilità uditive una formazione adeguata che potesse fornire loro una competenza specializzata all’esercizio della professione di addetto alle funzioni aziendali e di segreteria e nel promuovere un tirocinio lavorativo per applicare la teoria nella pratica ed acquisire, di conseguenza, competenza nel settore.

Gli obiettivi che si intendevano raggiungere erano di tre livelli:  generali, di contesto e individuali.

Obiettivi generali:

  • informare, sensibilizzare, coinvolgere, in una prospettiva di rete, i cittadini, gli enti locali, i servizi alla persona, i medici di base, le scuole, il volontariato e il privato sociale rafforzando la cultura delle pari opportunità per prevenire e combattere ogni forma di discriminazione e di emarginazione che possono riscontrarsi nella società e nei posti di lavoro;
  • sensibilizzare sulle problematiche connesse all’handicap di tali soggetti per non creare loro condizioni di svantaggio occupazionale.

Obiettivi di contesto:

  • favorire la collaborazione fra il mondo dei soggetti con disabilità uditive e il mondo del lavoro affinché l’inserimento fosse produttivo e professionale;
  • favorire una collaborazione con il Centro per l’impiego per occupazioni specifiche riguardanti l’addetto alle funzioni aziendali e di segreteria;
  • creare una rete con le aziende, gli enti pubblici e privati, gli studi professionali e organismi del terzo settore disponibili all’accoglienza dei soggetti con disabilità uditive, per poter fornire loro un impiego;
  • fornire alla Regione dati scientificamente attendibili, attinenti la realizzazione del progetto.

Obiettivi individuali:

  • promuovere l’aspetto relazionale dei tirocinanti con il mondo lavorativo e con la società stessa, per un’integrazione che coinvolga il soggetto nella sua totalità;
  • dotare i tirocinanti di abilità riguardanti il ruolo di addetto alle funzioni aziendali e di segreteria, quindi tecniche, procedure, competenze tecnologiche, conoscenze burocratiche ecc;
  • fornire un percorso di esercitazione pratico;
  • fornire un percorso integrato di formazione-lavoro che potesse fargli ottenere la qualifica professionale di addetto alle funzioni aziendali e di segreteria, finalizzato all’inserimento lavorativo dei tirocinanti.

altri progetti work esperience

PROGETTO WORK EXPERIENCE PER DISABILI PSICHICI

Il progetto era finalizzato all’inserimento lavorativo delle categorie in condizioni di svantaggio occupazionale e di marginalità sociale, attraverso la realizzazione di azioni di work-experience a carattere regionale che miravano a rafforzare la cultura delle pari opportunità nonché a prevenire e combattere ogni forma di discriminazione nei posti di lavoro.

Obiettivo prioritario era quello di sostenere attività dirette all’avviamento di soggetti con disabilità psichiche e che presentavano particolari difficoltà d’inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro. La possibilità di interagire in un contesto lavorativo ha consentito, difatti, di prevenire gli stati di inattività e di emarginazione, migliorare le capacità sociali e comunicative, favorendo l’integrazione sociale.

Il progetto intendeva promuovere e sviluppare i rapporti con il mondo delle disabilità, improntando un atteggiamento di disponibilità e di ascolto. È risultato importante ristabilire le condizioni di equilibrio e di benessere psichico al di là della terapia farmacologia, coinvolgendo, informando e sensibilizzando i familiari dell’utente.

Così come:

  • Favorire la collaborazione fra il mondo delle disabilità e il mondo del lavoro affinché l’inserimento fosse produttivo e professionale;
  • Promuovere e sviluppare ricerche per la realizzazione di oggetti d’uso ad utenza ampliata, disabilità permanente e temporanea, indirizzati agli ambienti di lavoro, agli ambienti domestici ed agli ambienti pubblici, nonché agli organismi funzionali che li accolgono, attraverso la realizzazione di modelli teorici di applicazione, elaborati in collaborazione con i centri specializzati di assistenza e di recupero;
  • Realizzare un marchio di qualità, che certifichi la rispondenza degli elementi funzionali singoli e degli organismi funzionali complessi ai principi ed ai modelli teorici elaborati;
  • Svolgere opera di sensibilizzazione sui concetti e sulle problematiche connesse alla disabilità;
  • Intervenire tempestivamente ed efficacemente:
  • attivando interventi specifici di presa in carico mirati alla persona e al suo contesto familiare e ambientale;
  • rafforzando ed integrando il circuito psichiatrico già esistente;
  • Informare, sensibilizzare, coinvolgere, in una prospettiva di prevenzione e di rete, i cittadini, gli enti locali, i servizi alla persona, i medici di base, le scuole, il volontariato e il privato sociale;
  • Migliorare la qualità degli interventi e la capacità complessiva di presa in carico dei servizi del CSM attraverso il coinvolgimento degli operatori dei servizi, la formazione e l’acquisizione di metodologie e strumenti professionali;
  • Fornire alla Regione dati scientificamente attendibili sugli esiti dei trattamenti precoci dei sintomi psicotici attraverso:

• l’individuazione e l’applicazione di strumenti comuni di valutazione;

• il monitoraggio e la valutazione di processi e di esito;

  • Esprimere e valorizzare la specificità delle competenze e delle esperienze della realtà afferente l’ambito della psichiatria pur salvaguardando la congruenza del progetto rispetto alle persone con disabilità.

PROGETTO WORK EXPERIENCE A FAVORE DI SOGGETTI IN MISURA PENALE PREGRESSA E ATTUALE

Il progetto era finalizzato all’inserimento lavorativo dei soggetti sottoposti a misura penale attuale o pregressa, attraverso la realizzazione di azioni di work-experience a carattere regionale che miravano a rafforzare la cultura delle pari opportunità nonché a prevenire e combattere ogni forma di discriminazione nei posti di lavoro.

Il lavoro è fondamentale come mezzo di risocializzazione, oltre che come fonte di sostegno lecito; ha rappresentato un forte punto di partenza per un detenuto od ex-detenuto, che laddove fallisce nella ricerca viene a trovarsi nella condizione di commettere nuovi reati.

La cultura al lavoro è leva fondamentale per la riabilitazione di persone detenute, va sostenuta con iniziative a diversi livelli, fornendo informazioni e coinvolgendolo nella riprogettazione del sé in un’ottica della legalità.

Le problematiche collegate alla riabilitazione della pena riguardano l’integrazione sociale, la prevenzione degli stati di inattività e di emarginazione, gli eventuali  pregiudizi e l’etichettamento, difficoltà relazionali con il gruppo di lavoro e la società, inerenti la giustizia e che presentano particolari difficoltà d’inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro. Quindi è  importante, per favorire la rieducazione del soggetto sottoposto a misura penale pregressa o attuale, non limitarsi solo alla custodia detentiva, ma prevedere dei percorsi trattamentali che aiutino a riabilitare i soggetti che presentano particolari difficoltà di inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro:

  • soggetti adulti che si trovano in esecuzione penale interna con possibilità di ammissione al lavoro all’esterno ai sensi dell’art.21 O.P. o alle misure alternative alla detenzione; in esecuzione penale esterna o sottoposti a misure di sicurezza non detentiva, e soggetti che hanno concluso l’esperienza di esecuzione penale sia detentiva che non o una misura di sicurezza non detentiva, da non più di 5 anni;
  • minori sottoposti a provvedimenti penali e a misure di sicurezza non detentiva nonché i fuoriusciti dal circuito penale da non più di 2 anni.

Bisogna promuovere una strategia condivisa di interventi per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi di inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale, al fine di superare ogni forma di discriminazione a cui, spesso, tali utenti vanno incontro nell’attuale mercato del lavoro.

Importantissimo è rafforzare le risorse umane, il capitale umano, favorire l’empowerment dei soggetti e rafforzare l’inclusione delle persone svantaggiate, combattendo ogni forma di pregiudizio e di discriminazione.

La possibilità di avviare tali soggetti al lavoro che si svolge fuori dell’istituto penitenziario risponde alla duplice esigenza di rafforzare sempre più i contatti del carcere con il mondo esterno, facendo in modo che, nel caso specifico, colui il quale viene privato della libertà personale continui a relazionarsi con il contesto sociale in cui, poi, andrà a reinserirsi, e di aumentare le possibilità occupazionali degli stessi.

Il progetto ha voluto promuovere e sviluppare i rapporti con il mondo dei soggetti sottoposti a provvedimenti penali, improntando un atteggiamento di disponibilità e di ascolto. È risultato importante ristabilire le condizioni di equilibrio e di benessere, coinvolgendo, informando e sensibilizzando i familiari dell’utente. Tale progetto si è posto come una possibilità di contatto, tramite l’inserimento lavorativo, con momenti significativi della normale vita sociale.

I bisogni specifici di inserimento lavorativo, per quanto riguarda i minori sottoposti a provvedimento penale, riguardavano l’inattività del minore stesso, in quanto non solo non svolgevano nessuna attività lavorativa, ma anche perché si è verificata un’evasione scolastica e una bassa scolarizzazione.

Gli obiettivi, generali, di contesto ed individuali, che il progetto si era posto, affinché potessero rispondere a tali bisogni erano i seguenti:

Obiettivi generali:

  • svolgere opera di sensibilizzazione sui concetti e sulle problematiche connesse alla riabilitazione della pena;
  • informare, sensibilizzare, coinvolgere, in una prospettiva di prevenzione e di rete, i cittadini, gli enti locali, i servizi alla persona, i medici di base, le scuole, il volontariato e il privato sociale rafforzando la cultura delle pari opportunità per prevenire e combattere ogni forma di discriminazione e di emarginazione che possono riscontrarsi nella società e nei posti di lavoro.

Obiettivi di contesto:

  • favorire la collaborazione fra il mondo dei soggetti sottoposti a provvedimenti penali e il mondo del lavoro affinché l’inserimento sia produttivo e professionale;
  • fornire alla Regione dati scientificamente attendibili sugli esiti degli interventi di inserimento lavorativo;
  • favorire una collaborazione con il Centro per l’impiego;
  • creare una rete di imprese e di ditte solidali disponibili all’accoglienza di soggetti in misura penale pregressa o attuale.

Obiettivi individuali:

  • migliorare le buone pratiche di sostegno sociale per i soggetti in misura penale pregressa o attuale;
  • migliorare la conoscenza dei diritti e dei doveri  dei soggetti in condizione di svantaggio occupazionale e di marginalità sociale;
  • favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti sottoposti a provvedimento penale attuale o pregressa;
  • incentivare l’apprendimento di specifiche abilità e mansioni lavorative;
  • promuovere l’aspetto relazionale dei tirocinanti con il mondo lavorativo.

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